Monday, December 14, 2009
Thursday, November 12, 2009
Saturday, October 24, 2009
Il poro Marrazzo

Vado per punti, così capiscono tutti, anche loro.
1 - Carabinieri che entrano con una telecamera e che sistemano il tesserino del Presidente accanto alle strisce di coca. Sì certo, carabinieri.
2 - Il presidente del consiglio che settimane fa dice: presto ne vedremo delle belle sulla sinistra...sì sì, proprio belle. E poi scappa da Putin negando il visto ai giornalisti. Dopo che aveva ammesso che si era rivolto non si sa per cosa esattamente ai servizi segreti di un paese straniero.
3 - L'appartamento dove il presidente della Regione Lazio si intratteneva con la signorina Natalie era in via GRADOLI!
Ma allora ditelo chiaramente.
Comunque il problema, grosso, è uno solo: questi son tutti ricattabili.
Friday, October 23, 2009
Monday, October 19, 2009
Monday, August 17, 2009
Il nuovo rito collettivo

E' molto triste che la televisione di stato, i giornali, quello che insomma fa l'opinione pubblica, ci inciti al gioco d'azzardo, con il solo scopo di far respirare le casse dello stato.
Ogni persona sana di mente sa che giocare sei numeri ci dà una probabilità di vincere quei milioni pari di poco superiore allo zero. Ma dopo un tam tam come quello delle ultime settimane, che ci impone di giocare come il nuovo rito collettivo dell'estate italiana, quante persone manterranno la mente salda?
Io, comunque, mi tengo ben lontano dalle ricevitorie che tra l'altro non sono così affollate come ci raccontano.
Un aggiornamento:
Catania, 16 ago. (Adnkronos) - "Distribuire ai comuni una percentuale delle giocate al Superenalotto oppure creare un fondo ad hoc per realizzare infrastrutture e iniziative sociali". Questa la proposta avanzata dal parlamentare nazionale del Pd Giovanni Burtone, che ha rivolto una interrogazione urgente al governo.
"E' necessario -dice- che si intervenga immediatamente per calmierare il montepremi per il 6". L'esponente del Pd chiede, inoltre, "un tetto massimo per giocate e jackpot ed anche l'estrazione dei numeri in diretta tv. La cifra record di oltre 135 milioni di euro in palio -evidenzia- sta provocando un pericoloso fenomeno di 'dipendenza'.
"In tal senso sarebbe auspicabile -continua Burtone- stabilire un tetto per il jackpot e per le giocate. Rivolgo poi un appello -conclude- ai vertici di viale Mazzini: la Rai inserisca nella programmazione la diretta delle estrazioni".
Wednesday, June 24, 2009
Questi incorreggibili peronisti
Nota bene: ogni riferimento a fatti o persone attualmente esistenti è assolutamente casuale, anzi siete voi che avete la mente malata e pensate solo a Berlusconi anche quando si parla di Peron. Ché poi, dice Minzolini, son fatti non accertati...
...Nella residenza presidenziale di Olivos Peron fece organizzare le attività sportive della Union de Estudiantes Secondarios; ogni giorno decine di ragazze eseguivano saggi ginnici, partite di pallavolo e di basket alla sua presenza. Perón, che si avviava verso i sessantanni, passava buona parte della giornata a guardare i giovani corpi, ad accompagnare le preferite a visitare il parco sul suo scooter e a prendere visione dell’enorme guardaroba appartenuto a Evita: pellicce, vestiti da sera, cappelli piumati, guanti, scarpe, diademi, collane, spille. Le più fortunate non solo potevano toccare la merce, ma venivano premiate con un piccolo oggetto appartenuto al mito. Col tempo, il presidente scelse una preferita, la quattordicenne Nelli Rivas, brunetta dai capelli corti, giocatrice di pallacanestro, che si trasferì in villa e visse con lui, presenziando anche nelle occasioni ufficiali al suo fianco. La condotta del presidente venne dichiarata immorale dalla chiesa cattolica argentina e i preti cominciarono a denunciare dal pulpito lo scandalo di un’unione innaturale tra un vecchio e una bambina.
Ma nulla fece recedere Perón, anzi. Nel 1955 ordinò un attacco diretto contro la Chiesa e squadre di picchiatori armati presero d’assalto le chiese, distrussero conventi e picchiarono preti e suore. Gli eventi proseguirono per settimane, in un crescendo di violenze, fino a quando Pio XII, dal Vaticano, si risolse al passo fatale: Juan Domingo Perón venne ufficialmente scomunicato.
Era il segnale che i circoli militari avversi al regime aspettavano: aerei si alzarono in volo e bombardarono la Casa Rosada, Perón venne accerchiato e i suoi fedeli non riuscirono neppure ad abbozzare una difesa; in breve presero il potere e annunciarono la “revolucion libertadora” che poneva fine a undici anni di “giustizialismo”. Il cadavere di Evita Perón, da tre anni sottoposto ai
processi di imbalsamazione, vennetrafugato dalla sede del sindacato e per quindici anni non si seppe la sua fine. A Perón andò meglio perché riuscì a fuggire in Paraguay dal suo amico Stroessner, lasciando Nelli Rivas a terra, ma le mandò una lettera, firmandosi “papito”. La ragazza
non venne punita e dopo alcuni anni scrisse un libro di memorie, La unica razon de mi vida, titolo simile al libro di Evita (La razon de mi vida), testo obbligatorio nelle scuole argentine. I militari trasformarono la residenza di Olivos in un museo del lusso e dello sperpero e folle di argentini vennero condotte a prendere visione dei vestiti e dei gioielli di Evita.
(estratto da un articolo di Enrico Daglio, da leggere per intero)






